giovedì 10 novembre 2011

DON CHISCIOTTE


Di Angelo Mazzoleni

Mi ha sempre affascinato la figura di Don Chisciotte, tanto che l'ho ritratto,  a modo mio,  diverse volte nel tempo.


Che c'entra oggi Don Chisciotte  ? Attuale più che mai.  Come ogni profonda  allegoria umana che la  grande letteratura ha saputo produrre. Banalizandolo direi che  Don Chisciotte è un cavaliere ma certo di alti ideali e non dei più bassi livelli  come altri cavalieri dei nostri tempi. Infatti   lotta eroicamente per la giustizia che altri invece calpestano  ....E' un personaggio che ama intensamente , sinceramente  senza  avere un partito dell’amore.


 Crede in un ideale profondo di armonia e rispetta in massimo grado  ogni donna  . Ha una grande dignità cosa di cui ci sarebbe oggi un  gran bisogno e soprattutto  possiede grandi valori.
Infine, e questo è forse il suo limite,  rischia l'isolamento e l'astrattezza, la frustrazione .Eppure, anche in questi istanti ,non si intrattiene mai nelle sale del piacere con donzelle mercenarie .
Il nostro Don Chisciotte non conosce malizia è un povero ma  onesto uomo, perciò incarna lo spirito di molti di noi, l’anima  di un'Italia migliore in lotta con se stessa  ma che  purtroppo   non osa scendere in campo per lottare insieme a lui  .

Naturalmente Don Chisciotte è  molto di più:  la sua anima è pura arte,  è creatività visionaria, sognante, prorompente, rivoluzionaria. Il suo aiutante più fidato non è un avvocato , ma un uomo comune, concreto  eppure aperto  con un vecchio ronzino senza predellino.
Don Chisciotte ha un cuore  libero ma rispetta  le visioni altrui e  non ha un partito delle libertà presunte.

E' l'archetipo del  viaggio all'interno di se stessi, di una coraggiosa discesa , non in campo, ma  nei meandri oscuri della psiche, tra  le luci e le ombre, sempre in lotta  col crepuscolo e l'imbrunire fino all'orizzonte estremo dei nostri sogni .
E' la solitudine della sana follia ma non è malato di onnipotenza ..
E’ sincero e non racconta mai barzellette scadenti.
Per questo  lo amo.

E' molto altro ancora   e  Cervantes mi perdonerà per averlo così  banalizzato.